Checco Morelli
 
        Ripercorriamo attraverso una serie di ritagli di articoli di giornali d'epoca alcune vicende agonistiche dell'atletica regionale a cavallo del 1930. Lo facciamo seguendo alcuni frammenti della carriera agonistica di, Francesco Morelli, uno dei personaggi che hanno segnato l'epopea dell'atletica ad Ascoli Piceno.
 
 
  Articolo 2
  Articolo 3
  Articolo 4
  Articolo 1927 a
  Articolo 1928 a
  Articolo 1928 c
  Articolo 1928 d
  Articolo 1928 e
  Articolo 1929
  Articolo 1931 a
  Articolo 1931 b
  Addio a Checco
GALLERIA FOTOGRAFICA
   

   Ascoli P. 1928. Checco Morelli 2° da sx (personale nel salto in lungo con m.6,47 primato regionale).


        Francesco Morelli (Checco), nato nell'ottobre del 1908, rappresenta uno dei personaggi che più di altri hanno contribuito alla nascita della passione per l'atletica leggera nella città di Ascoli. Uomo giusto, di grande umanità, ha interpretato al meglio il sano spirito sportivo che in quegli anni andava consolidandosi anche nella provincia. Personaggio carismatico, eclettico di grande talento amava cimentarsi in varie discipline sportive. Nel 1927 fu Campione d’Italia di Tiro a Segno con la carabina nella Milizia. Le sue innate capacità lo portavano a gareggiare nelle più svariate specialità. I mezzi e le attrezzature, quelle che i tempi consentivano. i campi di gara, quelli che si potevano allestire ai margini di un campo di calcio. La voglia di competere, di misurarsi con i coetanei, infinita. E' così che Checco iniziò a praticare l'atletica leggera ottenendo risultati di indubbio valore nel salto in alto da fermo e con rincorsa, nel getto del peso, nel lancio del disco, nel lancio del giavellotto, nella corsa veloce, nel pentatlhon, nel salto triplo; ma soprattutto nel salto in lungo specialità nella quale ottenne un m. 6,47 che al tempo rappresentava il primato regionale. Gareggiò anche per la Virtus di Bologna. Intanto ad Ascoli era arrivato il tennis. Portato da un indiano che nel 1923 si era stagilito ad Ascoli per frequentare i corsi di bachicoltura presso l’Istituto Statale. I fratelli Ezio e Belisario Galosi (costruttori) realizzarono a proprie spese il primo campo in terra rossa in Viale Vellei. Il tennis si diffuse nella provincia ed i fratelli Galosi furono chiamati a sovrintendere la costruzione di altri campi a S. Benedetto, Porto S.Giorgio e Fermo. Checco si avvicinò al tennis ed iniziò ad ottenere le sue prime soddisfazioni. Gareggiava con successo nel singolo contro o nel doppio in coppia con Ezio Galosi. Nel 1930 le due giovanissime “Camicie nere della 110° Legione Picena” erano primi nella Regione. In età più matura, insieme, trascinarono al tennis Vittorio Roiati ed Eraldo Fanini, grandi amici che Checco portava in giro per l’Italia nei tornei. La squadra ascolana Morelli, Galosi, Roiati, Fanini era temibile, con buoni risultati anche a livello nazionale. Le Campagne in Somalia ed Albania e la Guerra spensero nel Capitano Morelli tanto entusiasmo, portandolo lontano da Ascoli e dalla famiglia. Si guadagnò sul campo più Croci al Merito, ma quando tornò non aveva più la propria azienda di famiglia di commercio all’ingrosso ed era senza lavoro. Per fortuna era un buon ragioniere, tanto da insegnare il mestiere a quelli che sarebbero poi diventati i migliori professionisti. Erano gli anni '50, quelli del "miracolo economico", e Checco ne beneficiava nel suo lavoro; impostò - o collaborò ad impostare - la contabilità per varie aziende di Ascoli e del territorio. Fu uno dei primi a guidare l'auto (negli anni '50 l'ACI lo inserì nella lista dei "pionieri dell'auto"). Nel tempo libero continuò con il tennis, anche agonistico (categoria seniores, ovviamente), ma questa “ripresa” durò poco. Nel 1958 una grave malattia intacca il fisico, passato indenne anche alla campagna di Russia, ed in breve lo porta alla morte. Nei primi anni 60 Galosi e Roiati progettarono i nuovi campi delle Zeppelle e vollero dedicare il Circolo Tennis alla memoria di Francesco Morelli. Recentemente gli impianti sono stati intitolati a Vittorio Roiati e nelle stanze del Circolo sono esposte le foto di Vittorio e di Checco. A noi resta la grande eredità dello spirito agonistico che pionieri dello sport come loro hanno seminato nella cultura della città.