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Francesco Morelli (Checco), nato nell'ottobre
del 1908, rappresenta uno dei personaggi che
più di altri hanno contribuito alla nascita
della passione per l'atletica leggera nella
città di Ascoli. Uomo giusto, di grande
umanità, ha interpretato al meglio il
sano spirito sportivo che in quegli anni andava
consolidandosi anche nella provincia. Personaggio
carismatico, eclettico di grande talento amava
cimentarsi in varie discipline sportive. Nel
1927 fu Campione d’Italia di Tiro a Segno
con la carabina nella Milizia. Le sue innate
capacità lo portavano a gareggiare nelle
più svariate specialità. I mezzi
e le attrezzature, quelle che i tempi consentivano.
i campi di gara, quelli che si potevano allestire
ai margini di un campo di calcio. La voglia
di competere, di misurarsi con i coetanei, infinita.
E' così che Checco iniziò a praticare
l'atletica leggera ottenendo risultati di indubbio
valore nel salto in alto da fermo e con rincorsa,
nel getto del peso, nel lancio del disco, nel
lancio del giavellotto, nella corsa veloce,
nel pentatlhon, nel salto triplo; ma soprattutto
nel salto in lungo specialità nella quale
ottenne un m. 6,47 che al tempo rappresentava
il primato regionale. Gareggiò
anche per la Virtus di Bologna. Intanto ad Ascoli
era arrivato il tennis. Portato da un indiano
che nel 1923 si era stagilito ad Ascoli per
frequentare i corsi di bachicoltura presso l’Istituto
Statale. I fratelli Ezio e Belisario Galosi
(costruttori) realizzarono a proprie spese il
primo campo in terra rossa in Viale Vellei.
Il tennis si diffuse nella provincia ed i fratelli
Galosi furono chiamati a sovrintendere la costruzione
di altri campi a S. Benedetto, Porto S.Giorgio
e Fermo. Checco si avvicinò al tennis
ed iniziò ad ottenere le sue prime soddisfazioni.
Gareggiava con successo nel singolo contro o
nel doppio in coppia con Ezio Galosi. Nel 1930
le due giovanissime “Camicie nere della
110° Legione Picena” erano primi nella
Regione. In età più matura, insieme,
trascinarono al tennis Vittorio Roiati ed Eraldo
Fanini, grandi amici che Checco portava in giro
per l’Italia nei tornei. La squadra ascolana
Morelli, Galosi, Roiati, Fanini era temibile,
con buoni risultati anche a livello nazionale.
Le Campagne in Somalia ed Albania e la Guerra
spensero nel Capitano Morelli tanto entusiasmo,
portandolo lontano da Ascoli e dalla famiglia.
Si guadagnò sul campo più Croci
al Merito, ma quando tornò non aveva
più la propria azienda di famiglia di
commercio all’ingrosso ed era senza lavoro.
Per fortuna era un buon ragioniere, tanto da
insegnare il mestiere a quelli che sarebbero
poi diventati i migliori professionisti. Erano
gli anni '50, quelli del "miracolo economico",
e Checco ne beneficiava nel suo lavoro; impostò
- o collaborò ad impostare - la contabilità
per varie aziende di Ascoli e del territorio.
Fu uno dei primi a guidare l'auto (negli anni
'50 l'ACI lo inserì nella lista dei "pionieri
dell'auto"). Nel tempo libero continuò
con il tennis, anche agonistico (categoria seniores,
ovviamente), ma questa “ripresa”
durò poco. Nel 1958 una grave malattia
intacca il fisico, passato indenne anche alla
campagna di Russia, ed in breve lo porta alla
morte. Nei primi anni 60 Galosi e Roiati progettarono
i nuovi campi delle Zeppelle e vollero dedicare
il Circolo Tennis alla memoria di Francesco
Morelli. Recentemente gli impianti sono stati
intitolati a Vittorio Roiati e nelle stanze
del Circolo sono esposte le foto di Vittorio
e di Checco. A noi resta la grande eredità
dello spirito agonistico che pionieri dello
sport come loro hanno seminato nella cultura
della città.
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