Per ognuno di noi esiste
un libro dove ogni giorno le persone che ci circondano
scrivono qualcosa. E’ il libro della nostra storia
personale. A qualcuno permettiamo di scrivere poche
righe; ad altri importanti pagine della nostra vita.
Ogni volta che qualcuno a noi vicino muore è
come se alcune di queste pagine venissero strappate.
Se la persona che ci lascia ci è particolarmente
cara, sono tante le pagine che vengono a mancare.
Oggi nel mio libro non trovo più
tante importanti pagine. Quelle scritte da Claudio.
Claudio ci ha lasciato.
Se ne è andato con il coraggio, la forza, la
dignità che nemmeno la malattia ha scalfito.
Ha lottato fino alla fine; fino a quando l’ultimo
filamento della sua forte fibra ha resistito. Gli siamo
stati vicini; non avremmo voluto lasciarlo andare via.
Tutti. Tutti coloro che hanno avuto la fortuna d’averlo
incontrato, d’averlo conosciuto, d’averlo
avuto per amico.
Ti siamo riconoscenti per l’onestà,
per la coerenza, per la sincerità della tua
amicizia. Ti siamo riconoscenti per le parole sempre
pacate, per i toni mai sopra le righe, per la serenità
del dialogo. Ti siamo riconoscenti per l’insegnamento
che hai dato ai tuoi figli, ai tuoi atleti, ai tuoi
amici.
Ti sono riconoscente per il rapporto
d’amicizia che ci ha legato da nulla intaccato
perché protetto dalla grande reciproca stima.
Claudio aveva incontrato giovanissimo
quella che sarebbe rimasta la sua più grande
passione. Entrò al campo sportivo e lì
incontrò l’asta. Era la specialità
perfetta per lui. La novità, la curiosità,
la forza, il coraggio, le abilità innate di
cui era in possesso lo spingevano ad osare sempre
di più. Più lui osava, più l’asticella
saliva.
Gli importanti risultati che ottenne
con l’ASA lo proiettarono alla ribalta nazionale
tanto che riuscì a meritarsi la fiducia per
rappresentare l’Italia in otto incontri internazionali
con la maglia azzurra delle giovanili. Successivamente,
in forza ai Carabinieri di Bologna, ottenne le convocazioni
in ben tre incontri internazionali con la nazionale
assoluta.
Ci piace
ricordarti così
Superò i 5 metri. La prima volta
a Rieti nel corso del meeting internazionale. Ne era
orgoglioso, come noi tutti dell’atletica, del
resto, nel ricordare le nostre migliori prestazioni.
Indossava per l’occasione la maglia dei
Carabinieri. L’abbiamo ricordato nel nostro ultimo
incontro quando ormai la speranza era affidata al solo
miracolo e per qualche istante si è riaccesa
una luce nel suo sguardo provato. Non perdeva occasione
per parlare di asta. Per studiarne la tecnica e la metodologia.
Studiava sequenze filmate. Ha allenato finché
ha potuto.
Ora, Claudio, hai affrontato il tuo ultimo
salto. Quello più difficile. Ben al di sopra
dei cinque metri; quello dove non c’è ricaduta
sul materasso.
L’atletica…. Noi tutti
abbiamo perso la compagnia di un galantuomo.
Addio Claudio, nostro grande amico. Addio Claudio, mio
grande amico. Non ti dimenticheremo.
MauroFicerai.
I funerali domani 7 Ottobre
2005, ore 15.30, chiesa SS. Simone e Giuda di Monticelli.