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E' morto Claudio Di Addezio

Giovedì 6 Ottobre 2005
        Per ognuno di noi esiste un libro dove ogni giorno le persone che ci circondano scrivono qualcosa. E’ il libro della nostra storia personale. A qualcuno permettiamo di scrivere poche righe; ad altri importanti pagine della nostra vita. Ogni volta che qualcuno a noi vicino muore è come se alcune di queste pagine venissero strappate. Se la persona che ci lascia ci è particolarmente cara, sono tante le pagine che vengono a mancare.
    Oggi nel mio libro non trovo più tante importanti pagine. Quelle scritte da Claudio. Claudio ci ha lasciato.
Se ne è andato con il coraggio, la forza, la dignità che nemmeno la malattia ha scalfito. Ha lottato fino alla fine; fino a quando l’ultimo filamento della sua forte fibra ha resistito. Gli siamo stati vicini; non avremmo voluto lasciarlo andare via. Tutti. Tutti coloro che hanno avuto la fortuna d’averlo incontrato, d’averlo conosciuto, d’averlo avuto per amico.

    Ti siamo riconoscenti per l’onestà, per la coerenza, per la sincerità della tua amicizia. Ti siamo riconoscenti per le parole sempre pacate, per i toni mai sopra le righe, per la serenità del dialogo. Ti siamo riconoscenti per l’insegnamento che hai dato ai tuoi figli, ai tuoi atleti, ai tuoi amici.
    Ti sono riconoscente per il rapporto d’amicizia che ci ha legato da nulla intaccato perché protetto dalla grande reciproca stima.
    Claudio aveva incontrato giovanissimo quella che sarebbe rimasta la sua più grande passione. Entrò al campo sportivo e lì incontrò l’asta.   Era la specialità perfetta per lui. La novità, la curiosità, la forza, il coraggio, le abilità innate di cui era in possesso lo spingevano ad osare sempre di più. Più lui osava, più l’asticella saliva.
    Gli importanti risultati che ottenne con l’ASA lo proiettarono alla ribalta nazionale tanto che riuscì a meritarsi la fiducia per rappresentare l’Italia in otto incontri internazionali con la maglia azzurra delle giovanili. Successivamente, in forza ai Carabinieri di Bologna, ottenne le convocazioni in ben tre incontri internazionali con la nazionale assoluta.
   

Ci piace ricordarti così

   Superò i 5 metri. La prima volta a Rieti nel corso del meeting internazionale. Ne era orgoglioso, come noi tutti dell’atletica, del resto, nel ricordare le nostre migliori prestazioni.   Indossava per l’occasione la maglia dei Carabinieri. L’abbiamo ricordato nel nostro ultimo incontro quando ormai la speranza era affidata al solo miracolo e per qualche istante si è riaccesa una luce nel suo sguardo provato. Non perdeva occasione per parlare di asta. Per studiarne la tecnica e la metodologia. Studiava sequenze filmate. Ha allenato finché ha potuto.
   Ora, Claudio, hai affrontato il tuo ultimo salto. Quello più difficile. Ben al di sopra dei cinque metri; quello dove non c’è ricaduta sul materasso.
    L’atletica…. Noi tutti abbiamo perso la compagnia di un galantuomo.
Addio Claudio, nostro grande amico. Addio Claudio, mio grande amico. Non ti dimenticheremo.

    MauroFicerai.

I funerali domani 7 Ottobre 2005, ore 15.30, chiesa SS. Simone e Giuda di Monticelli.

In ricordo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
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